PRESIDENTE: Gianfranco Fini
ESECUTIVO NAZIONALE
I membri designati dal Presidente: On. ALEMANNO GIANNI On. BALDASSARRI MARIO Sen. COLLINO GIOVANNI Sen. CURSI CESARE On. GASPARRI MAURIZIO On. GIORGETTI ALBERTO On. GRANATA FABIO On. LAMORTE DONATO On. LANDOLFI MARIO On. MANTOVANO ALFREDO On. MARTINAT UGO On. MARTINELLI MARCO On. MAZZOCCHI ANTONIO On. MENIA ROBERTO On. MOFFA SILVANO On. MUSCARDINI CRISTIANA On. NESPOLI VINCENZO Sen. PEDRIZZI RICCARDO On. PERINA FLAVIA On. POLI BORTONE ADRIANA On. RAMPELLI FABIO On. RONCHI ANDREA On. SAPORITO LEARCO On. TREMAGLIA MIRKO On. URSO ADOLFO Sen. VALENTINO GIUSEPPE On. VIESPOLI PASQUALE I membri che partecipano di diritto come definito nell'articolo 32 dello Statuto di An: Sen. SERVELLO FRANCO Sen. MATTEOLI ALTERO On. ANGELILLI ROBERTA On. LA RUSSA IGNAZIO On. MELONI GIORGIA Sen. PONTONE FRANCESCO On. SALTAMARTINI BARBARA
STORIA DEL PARTITO
A seguito dello scioglimento dei maggiori partiti della Prima Repubblica (avvenuto nei primi Anni Novanta), anche il Msi decise di assumere una nuova denominazione, adottando l'iscrizione di “Alleanza Nazionale”, che debutta alle elezioni politiche del 1994, quando si allea con Forza Italia, il nascente movimento di Silvio Berlusconi, il Centro Cristiano Democratico e la Lega Nord, dando origine alla prima forma di coalizione di centrodestra mai presentata in Italia.
La coalizione riesce a superare sia la coalizione di sinistra, denominata "i Progressisti", sia quella di centro, denominata "Patto per l'Italia" ed in questo modo Alleanza Nazionale è entrata a far parte del governo italiano, che ebbe come presidente del consiglio lo stesso Berlusconi.
La “svolta di Fiuggi” e la nascita di AN
Gianfranco Fini, nel gennaio 1995, a Fiuggi, dà la cosiddetta "svolta governista" al partito, abbandonando la tradizione post-fascista e allargando il partito a cattolici e conservatori, spingendolo così verso la destra conservatrice e liberale.
Ispirato dalla tesi di Domenico Fisichella, al tempo docente di scienze politiche all'università di Firenze, il quale, nel 1992, in un articolo apparso sul "Tempo", suggerì al Msi di farsi promotore di una "alleanza nazionale" per uscire dallo stato di ghettizzazione politica in cui versava, Fini chiese a Gennaro Malgieri, giovane direttore del "Secolo d'Italia", di stendere le tesi di un congresso rifondativo. Due i passaggi più importanti:
· "Il patrimonio di Alleanza Nazionale è intessuto di quella cultura nazionale che ci fa essere comunque figli di Dante e di Machiavelli, di Rosmini e di Gioberti, di Mazzini e di Corradini, di Croce, di Gentile e anche di Gramsci"; · "E' giusto chiedere alla destra italiana di affermare senza reticenza che l'antifascismo fu un momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato".
Nel 1996 AN, nella nuova ottica bipolare della politica italiana, partecipa alla costituzione della coalizione di centrodestra insieme a FI, CCD e CDU (la Lega decide di correre da sola), formando il Polo per le Libertà che, però, viene sconfitto dalla nuova coalizione di centrosinistra, denominata L'Ulivo e guidata da Romano Prodi.
Elezioni politiche del 1996: AN il terzo partito italiano AN, comunque, si compiace per gli ottimi risultati raggiunti: è il terzo partito italiano, dopo il Pds e Forza Italia, con quasi 6 milioni di voti e il 15,7%. Intanto i governo dell'Ulivo si susseguono: dopo la caduta del governo Prodi (1998), diventa presidente del Consiglio Massimo D'Alema, il primo ex-comunista alla guida di un governo italiano.
Il partito contesta il fatto che D'Alema non sia stato eletto dal popolo (l'incarico, infatti, gli viene affidato dal presidente della Repubblica Scalfaro, ravvisata la consistenza di una maggioranza parlamentare a suo sostegno).
2000: il Polo vince le elezioni regionali L'anno successivo si svolgono le elezioni regionali: il Polo di centrodestra, che intanto aveva riconquistato l'adesione della Lega, vince in 8 regioni su 15 (fra cui tutte le maggiori regioni italiane). AN recupera consensi e si attesta su un 13% complessivo.
Intanto, dall'opposizione, e forte della vittoria elettorale, i partiti del centrodestra si organizzano per la grande campagna elettorale del 2001, accusando i governi dell'Ulivo di aver fallito nel campo della politica economica e sociale.
Nasce la Casa delle Libertà: AN va al governo
AN ritorna al governo, stavolta in maniera più stabile e duratura del '94, in seguito alla vittoria che il centrodestra riscuote alle elezioni del 13 maggio 2001: la coalizione dà origine alla nuova alleanza della Casa delle Libertà, con Berlusconi come premier, e governa l'Italia per i successivi cinque anni (vedi Governo Berlusconi II e III).
Del governo entrano a far parte: Gianfranco Fini (come vicepresidente del Consiglio e, dal 18 novembre 2004, anche ministro degli Esteri), Altero Matteoli (ministro dell'Ambiente), Maurizio Gasparri (ministro delle Comunicazioni), Gianni Alemanno (ministro delle Politiche agricole), Mirko Tremaglia (ministro per gli Italiani nel mondo).
L'azione di governo Nel corso dell'azione di governo, AN si contraddistingue per la lealtà e il forte senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni e della popolazione.Il leader Gianfranco Fini assume un ruolo decisivo nel corso delle trattative con le parti sociali in occasione del rinnovo dei contratti scaduti, dalla scuola al pubblico impiego.
Un'ulteriore svolta Nel frattempo il leader Fini spinge AN ad abbandonare sempre più la propria origine di partito di destra post-fascista. Condanna apertamente il fascismo e il nazismo, in un viaggio in Israele, definendoli come il “male assoluto del XX secolo”, accantonando definitivamente il rischio di posizioni anti-ebraiche e aprendosi ad istanze prevalentemente moderate.
Intanto si svolgono le elezioni europee del 2004, dove AN si attesta, con circa 3.750.000 voti, sul risultato dell'11,5%, eleggendo 9 parlamentari europei.
Il nuovo Governo Nel 2005 Berlusconi costituisce un nuovo governo (il Governo Berlusconi III), che ritrova l'unità della coalizione ed avvia una serie di politiche per il Mezzogiorno.
Fini, Matteoli, Alemanno e Tremaglia rimangono al loro posto, Mario Landolfi prende il posto di Gasparri alle Comunicazioni e Francesco Storace, reduce della sconfitta elettorale alla presidenza della Regione Lazio, viene “promosso” ministro della Salute, al posto di Girolamo Sirchia.
Le elezioni politiche del 2006
In virtù della nuova legge elettorale, il partito, con l'assemblea nazionale del 15 gennaio 2006 delibera che nel simbolo da presentare alle elezioni sia presente il nome di Fini.
L'intera coalizione perde le elezioni, per 24.000 voti alla Camera dei deputati e per due seggi al Senato. Il risultato elettorale di Alleanza Nazionale riconferma la sua posizione di secondo partito della Cdl e di terzo partito più votato in Italia ottenendo 4,7 milioni di voti (12,3%) alla Camera e 4,2 milioni al Senato (12,4%), portando all'elezione di 71 deputati e 41 senatori.
|